Questa è una Mostra Fotografica sull’impegno di molti giovani per realizzare un centro Polivalente nelle favelas di Manaus, per portare un pò di speranza a chi combatte tutti i giorni contro la SETE e non contro l’INVIDIA …

   

Manaus (Amazzonia del Brasile)

15 Settembre – 02 Ottobre 2003

Prima di iniziare vorrei dirvi che tutte le parole del mondo non sono sufficienti per raccontare quest’esperienza; solo vivendola si può dare forma a tutto quello che ho provato e che, non con poche difficoltà, cerco ancora di provare.

Siamo partiti in otto: io, Jessica (mia grandissima amica d’Assisi), Gin-Tonj e Fabrizio (due elettricisti di Civitavecchia), Raffaela (mitica infermiera di Vicenza), Giorgio (pilota di linea di Trapani) ed in fine due fantastici fraticelli Carlo Maria e Paolo Maria. Destinazione Manaus, capitale dell’Amazzonia Brasiliana, una delle zone più povere al mondo.

Per prima cosa abbiamo ripulito il terreno dalle erbacce (e che erbacce!!), spianato e reso decente per iniziare la nostra prima costruzione: una struttura ottagonale, chiamata chapeo, dove poter insegnare alcuni mestieri ai giovani come lavorare la ceramica ed il legno! Le nostre giornate trascorrevano scavando enormi buche per fare la gettata delle fondamenta, tagliando tavole di legno e filoni di ferro (per le maglie), impastando ore ed ore per fare la malta ed è solo grazie al supporto di stupendi amici amazzoni che ci hanno aiutato dalla prima all’ultima goccia di sudore che siamo riusciti fare tutto questo.
Il tempo, implacabile, ha oramai tracciato il suo sentiero ed è giunto al punto di farci ripartire. La nostra esperienza è terminata ma i lavori naturalmente continuano anche grazie ai missionari ed ai fraticelli di Manaus; c’è ancora tanto da fare ma siamo in buone mani!

Prima di chiudere vorrei ripetere una frase: “non con poche difficoltà, cerco ancora di provare….”. Sì perché tutta la tua preoccupazione di partire per andare a più di 20.000 km, fare in totale 5 vaccini, 10 scali e 3 settimane di manovalanza sotto 40°C di sole SVANISCE appena incroci lo sguardo pieno d’amore d’un bambino sporco che cerca di palleggiare con un lattina tagliente!

Sì perché, “non con poche difficoltà, cerco ancora di provare” le stesse armoniose sensazioni di pace che solo donando amore e soprattutto ricevendo amore riesci ad avere!

Ritorni in Italia, un paese oramai sviluppato e la società ti si sbatte in faccia, come un secchio d’acqua gelata (grazie Raffaela) e tu rimani ingenuamente a bocca aperta! Lavoro, traffico, appuntamenti, tante, tantissime cose che ti riempiono la vita, ma di cosa? Cartacce, telefonini, banche, gommista, non mi funziona la stampante, ho un virus al sistema, voglio l’ultimo modello, ho il guardaroba vecchio ?!?!?!

Probabilmente 3 settimane d’estrema semplicità m’avevano fatto credere che si può vivere anche senza la certezza di bere acqua potabile, senza la possibilità di avere un pasto o di lavarsi, senza specchiarsi la mattina per evitare brutte sorprese, ma purtroppo non è così, almeno per quanto ci riguarda e riuscire a tenere una pace spirituale che ti permetta di vivere con serenità, nonostante la nostra società, non è semplice…
Ma io ci sto provando ed ho capito che l’unico modo è donare amore, anche nel nostro piccolo ed è solo questo che ci fa stare bene!

Andrea Lombardi

 

Per maggiori informazioni

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